Complesso monumentale situato sulla sommità di una collina e costituito da un castello piccolo del sec. XIV° e da un castello grande del sec. XV° con rifacimenti gotico romantici del sec. XIX°. I sotterranei, in parte di epoca celtica e romana, ospitano il Museo degli Strumenti della Santa Inquisizione. All'interno della cinta si trova la grande Piazza d'Armi e i giardini interni con piante pregiate, angoli suggestivi e un'ampia terrazza da cui si gode uno splendido panorama sul Bosco Parco, la Dora Baltea, Vercellese, Monferrato, Appennino Ligure e arco alpino.

Il Castello Grande, recentemente restaurato, è visitabile con percorso guidato. Esso comprende la corte nobile da cui si accede ai due piani nobili dove si trovano i saloni più importanti tra cui, al primo piano, due sale gotiche e tre sale settecentesche. Sul fronte sud si trova la corte dell'Orangerie con due sale più informali dove si possono effettuare eventi culturali e serate danzanti.


Sala del Trono


Sala Gotica


Sala Enrico IV

Lo scalone d'onore porta al piano superiore dove sale e salette di varie epoche portano al quattrocentesco Salone delle Armi. A pochi metri si trova il Rivellino, primario bastione difensivo posto sull'ingresso principale del Castello, dal quale si gode una bella vista sul Monferrato, Torino e Superga, il Canavese, il Monviso, il Gran Paradiso e gran parte dell'arco alpino occidentale.


Salone delle Armi


Castello Piccolo


Dora baltea

Il Castello fu proprietà dei Conti Valperga di Mazzè dal 1141 al 1840. In seguito passò ai Conti Brunetta d'Usseaux e infine alla famiglia Salino di Cavaglià. Protagonista delle guerre tra Guelfi e Ghibellini nel sec. XIV°, fu occupato da Re Francesco I di Francia nel 1515. Ospitò Re Vittorio Emanuele II nel 1859 per contenere l'offensiva austriaca durante la Seconda Guerra d'Indipendenza. Soggiornarono regolarmente i Savoia, lo Zar Nicola II di Russia e Mussolini. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu sede del comando tedesco. Qui nel maggio 1945 fu firmata la resa alle truppe alleate. 


Bosco Parco


Veduta Aerea

 


E' costituito da una vasta area protetta (Lex 1497/39: monumento paesaggistico naturale) con percorso segnalato di oltre 5 km, inizialmente scosceso, ideale per escursioni tra boschi di querce, faggi e frassini, splendidi scorci panoramici sul sottostante bacino lacustre del fiume Dora Baltea, pregiate aree d'interesse florofaunistiche e ruderi romanici. Vedere sezione specifica.

 

 


La rocca di Mazzè fu leggendaria dimora di Ypa "regina senza terre" del Lacus Major che attorno al XV secolo a.C. ancora inondava con le acque della Dora Baltea ( Duira Major ) l'anfiteatro morenico di Yporegia (Ivrea). Al periodo celtico risalgono la cripta, il menhir druidico e l'ara riportate da poco alla luce. Nei sotterranei i resti del "Fortem Copacium" eretto nel 175 a.C. dal Console Appio Claudio a presidio romano contro le tribù Salasse e trasformato nel 1100 in tetra prigione.

Nello stesso anno i Valperga, ottenuta dall'Imperatore Enrico IV di Sassonia l'investitura del feudo di Mazzè, elevarono sugli antichi ruderi romani l'attuale struttura castellana nel 1316 e costruirono poco dopo una casa-forte, oggi sontuosa dimora adiacente al più antico "castello piccolo". Furono ospiti del maniero: Francesco I re di Francia, Vittorio Emanuele II re d'Italia, Cavour, lo Zar Nicola II di Russia, Mussolini e innumerevoli altre personalità.
Saccheggi e speculazioni ridussero alla rovina, negli anni 70, il complesso monumentale e il grande parco.

Un ventennale restauro effettuato dai Salino di Cavaglià, attuali proprietari, restituì al castello la sua magnificenza. Fantastiche architetture merlate e turrite, preziosità d'interni e ineguagliabili panorami offrono oggi al visitatore uno spettacolo di indimenticabile suggestione.

E' disponibile una versione completa della Cronistoria
del Castello di Mazzè in formato PDF (60 Kb circa).
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