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Castello
di Mazzè (Torino)
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Oasi
del Bosco
Parco
Monumento
Ambientale Paesaggistico
Anche da soli, sarete avvolti dal fascino di
un luogo romantico e selvaggio insieme, una riserva naturale privata che si
estende dalla Rocca di Mazzè al sottostante bacino lacustre della Dora Baltea,
un bene paesaggistico ambientale vincolato dallo stato con decreto
ministeriale del 13 Gennaio 1981 ai sensi della legge 1089 del 1939.
Questo luogo incantato, nato dalla fusione di
secolari interventi umani con una natura spesso impervia quanto aspra, si
trova all’interno di un più ampio contesto ambientale chiamato Forra di
Mazzè, area dichiarata di notevole interesse pubblico con decreto
ministeriale del 1° Agosto 1985 ai sensi della legge 1497 del 1939.
Un suggestivo percorso articolato su tre
piccole valli porta alla scoperta di ambienti assai originali e diversi tra
loro. La prima vallata, sovrastata dalle impervie fratture collinari della
Forra, si raggiunge attraverso una mulattiera che parte dalla prima Torre di
Guardia dei bastioni occidentali del castello per addentrarsi poco dopo in
boschi di Querce, Frassini e Bagolari, luoghi prediletti da rapaci come
Poiane, Nibbi e Bianconi che volteggiano maestosi preferibilmente durante le
giornate soleggiate e ventilate.
Si prosegue poi attraverso la strada
panoramica che, tra suggestivi scorci sulla pianura padana, porta alla valle
che fu degli Olmi e che ora ospita boschetti di Aceri, Frassini, Palme e
Sambuchi. Qui trovano casa Faine, Scoiattoli, Volpi e soprattutto Tassi. Al
bivio si può tornare subito al castello oppure proseguire alla vicina Piana
del Fiume, la zona più interessante della tenuta.
L’area pianeggiante riserva sorprese
decisamente originali e inaspettate. I resti romanici della Chiesa di Santa
Maria Maddalena apud pontem, la romantica Darsena sul prospiciente lago (dove
presto sarà disponibile un servizio di noleggio barche) voluta dal Brunetta d’Usseaux
per deliziarsi la vista dell’acqua in dolce compagnia, il Tumulo esoterico
posto su antichi resti ipogei, il Bosco dei Bambù e il suo percorso
iniziatico. Un luogo suggestivo che ispira serenità e tranquillità, luogo
natio di Anatre, Folaghe, Germani e Morette, dove non è raro che volteggino
Aironi, Gabbiani e Cormorani sulle quiete e azzurre acque del mattino.
La salita al Bosco dei Bambù, costellata in
primavera di Giacinti Selvatici, porta al Pian dello Stagno, preludio al vasto
Parco dei Principi posto sulla terza vallata. Qui la strada diventa poi una
tortuosa mulattiera attraverso secolari Viali di Bosso tra piazzole di sosta e
promontori a belvedere sulla pianura. Una monumentale Tana di Tasso segna la
fine dei viali sempreverdi e porta all’ultimo tratto di salita panoramica
verso la rocca del castello, area boschiva frequentata da Ghiandaie, Gazze,
Colombacci, Picchi, passeracei e Upupe.
Il percorso di visita principale, segnalato da piccole
frecce blu e bianche, dura circa un'ora. Sono consigliate scarpe da
escursione (no suola liscia di cuoio o tacchi alti). E’ vietato fumare e
fare schiamazzi. Ingresso e servizi sono presso la Biglietteria del
Castello di Mazzè.
La Sorgente dell'Amore |
Apertura: vedi sezione
dedicata.
Picnic
(portarsi il necessario).
Ideale per bimbi e
famiglie che camminano volentieri.
Info
Tel & Fax 011.9835250
info@castellodimazze.it
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La darsena sul Fiume |
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